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giovedì 29 settembre 2016

Marchio De.Co, via libera della giunta alla proposta dell’Udc

La giunta municipale ha approvato all’unanimità il regolamento Comunale per la valorizzazione delle attività agro-alimentari tradizionali locali e l’istruzione del marchio De.Co (Denominazione Comunale di Origine) proposto dal gruppo Udc Maria Magliarditi. A portare al vaglio dell’esecutivo l’argomento è stato l’assessore allo sviluppo economico Carmelo Torre che, nel ringraziare i consiglieri dell’Udc (Magliarditi, Coppolino e Piraino) per l’idea ha sottolineato l’importanza di valorizzare la produzione tipica locale legata alla storia, alle tradizioni e alla cultura del territorio comunale e offrire così un’immagine positiva della città”.

La De.CO non è un marchio di qualità, ma la carta d’identità di un prodotto, un’attestazione che lega in maniera anagrafica un prodotto/produzione al luogo storico di origine.
Il progetto voluto dall’Udc prevede che attraverso l’adozione di un regolamento si stabiliscano le modalità di attribuzione, promozione e tutela della De.CO, intesa come marchio di  attestazione di origine geografica per garantire il mantenimento della qualità e della peculiarità dei prodotti che si identificano con gli usi e che fanno parte della cultura popolare locale, certificando così la loro origine e il loro legame storico e culturale con il territorio comunale.

Il Regolamento adesso per entrare in vigore dovrà essere approvato anche dal Consiglio comunale.

1 commento:

  1. la Denominazione Comunale è più correttamente un processo culturale, non è un marchio di garanzia di qualità, ma la carta d’identità di un prodotto, un’attestazione che lega in maniera anagrafica un prodotto/produzione/evento al luogo storico di origine.
    In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni, e i regolamenti, mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo (dop, igp, doc, ect) sono perfettamente inutili, oltre che dannosi (vedasi bene la posizione del Mipaf e non solo). Le De.Co (Denominazione Comunale) nascono da una idea semplice, del grande Luigi Veronelli che così le spiegava: «attraverso la De.Co il prodotto del Territorio acquista una sua identità».

    La legittimità del «marchio» De.C.O. è stata, sin dalle prime iniziative intraprese per la sua istituzione, assai contestata, dibattuta ed ostacolata. In particolare, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (Direzione Generale per la qualità dei prodotti agroalimentari e la tutela del consumatore), in una nota del 5 febbraio 2004 – indirizzata, tra gli altri, all’ANCI, alle Regioni ed alle Province autonome – ha ribadito la propria posizione di netto dissenso dal «Progetto De.CO» promosso dall’ANCI, ritenendolo in contrasto con quanto stabilito dalla Commissione europea in merito ai riconoscimenti DOP e IGP. Detta nota ministeriale testualmente recita: «La scrivente Amministrazione ha più volte censurato l’ANCI dal continuare ad istituire marchi di qualità comunali, sottolineando la illegittimità di tali procedure.

    Si ribadisce con forza che non è ammissibile ottenere il riconoscimento di un prodotto agroalimentare con strumenti diversi dalla rigorosa osservanza del reg. CEE n. 2081/92. La Commissione europea, come già sottolineato in precedenti note inviate all’ANCI, ha sempre assunto un atteggiamento di condanna nei confronti di detti marchi, attivando procedure di infrazione ogni volta che un Ente pubblico territoriale ha promosso tali marchi di qualità. Lo stesso Governo italiano è stato oggetto di un ricorso per inadempimento voluto dalla Commissione europea per non aver rispettato gli obblighi in virtù dell’art. 28 del Trattato istitutivo della Comunità europea».

    Le De.Co rappresentano uno strumento di marketing e di sviluppo del territorio e devono spingere ad invogliare i consumatori ad apprezzare i prodotti del territorio, nel territorio stesso d’origine. Veronelli ha aperto una strada, inventato un genere, vissuto e tracciato la via per l’affermazione della qualità. Ha lottato contro i poteri forti a difesa dei piccoli produttori. A terroir, termine francese, preferiamo il latino genius loci, un equilibrio di forze ed energie caratteristico di un luogo definito e pertanto irripetibile. Il percorso di programmazione partecipata GeniusLoci De.Co. ideato dalla Libera Università Rurale Saper Sapor Onlus è stato inserito tra gli esempi virtuosi del forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio «Salviamo il paesaggio, difendiamo i territorio» e presentato a Roma in occasione del forum pa 2013; e recentemente a Expo 2015.

    Nino Sutera
    Direttore Università rurale saper&sapor Onlus

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