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venerdì 20 febbraio 2015

Vaccarella e il vincolo, la Soprintendenza dice nuovamente “no”

Per la seconda volta nel giro di un anno la Soprintendenza nega il vincolo etnoantropologico al borgo marinaro di Vaccarella. In una lettera inviata al sindaco Pino e all’associazione marinara “Nino Salmeri” ribadisce il proprio “no”  ritenendosi comunque favorevole alla salvaguardia ed integrità del sito.
Ecco il testo della comunicazione. “Premesso che il sito in questione è sottoposto a vincolo paesaggistico, limitrofo ad un ambito territoriale già dichiarato di notevole interesse pubblico con appositi decreti regionali, nonché ricadente in area interessata dall’adottato Piano paesaggistico ambito 9 che ha determinato la ricognizione ed il riconoscimento delle aree di valore paesaggistico- storico-culturale, stabilendone le norme ai fini della relativa tutela, si ribadisce che non sussistono i presupposti per una verifica di interesse culturale etno-antropologico”. Lo stesso Soprintendente, Rocco Scimone  comunica comunque che in  merito alle problematiche sollevate dall’associazione dei pescatori “procederà alla segnalazione ai beni paesaggistici al fine di salvaguardare il sito di Vaccarella da possibili interventi di trasformazione inadeguata, nonché una possibile integrazione alle norme del Piano paesistico. All’amministrazione comunale invece si suggerisce “al fine di salvaguardare il sito, di intervenire tramite lo strumento urbanistico del Pudm (Piano utilizzo demanio marittimo) in cui potrà essere evidenziato il borgo marinaro ad uso esclusivo dei pescatori”.


“E’ stato questo – sottolinea il sindaco Carmelo Pino -anche l’intendimento dell’Amministrazione  che già nel 2010 pochi giorni dopo l’insediamento si è opposta con atti e documenti e non a parole, all’ulteriore trasformazione dell’antico sito marinaro con la realizzazione di un altro pontile. Oggi leggo tanti interventi e non posso che essere contento della ritrovata attenzione verso questa zona che merita una adeguata tutela rappresentando un esempio di Borgo marinaro dove da decenni i pescatori utilizzano l’arenile per la sosta e l’alaggio delle proprie imbarcazioni in legno passate tradizionalmente per generazioni di padre in figlio».      

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